Come cucinare i carletti

Come cucinare i carletti

Carletti

Silene rigonfia – Silene vulgaris
I carletti rappresentano una tipologia di erba che è commestibile ed è nota sin dai tempi antichi per il suo sapore caratteristico e sopratutto per le sue proprietà medicinali e nutritive. All’interno di questo articolo vedremo come si possono sfruttare tutte queste caratteristiche.
E’ bene sapere che i carletti sono noti sotto diversi nome come schioppettini, stridoli, strigoli e sonaglini. Trattasi di un’erba che nasce spontaneamente ed è edibile a tutti gli effetti; trova il suo habitat ottimale nel sud Italia. Il nome botanico di questa pianta è Silene vulgaris, e il nome stridoli proviene semplicemente dal fatto che nel momento della raccolta i fusti delle piante vengono stretti ed emettono uno stridio dovuto all’attrito tra le varie zone della pianta. Trattasi di una pianta perenne che si adatta bene ai terreni calcarei ed esposti al sole. I carletti si trovano dalle zone pianeggianti fino alla montagna a 1.600 m di altezza. Si propagano mediante il seme che casca durante il periodo estivo. I carletti ideali per poter essere cucinati devono essere raccolti tra settembre ed ottobre. Ma la si trova anche nel periodo invernale purchè il clima non sia eccessivamente freddo.

Le proprietà dei carletti

I carletti sono un’erba molto antica ma ad oggi poco commercializzata per cui anche lo studio delle sue proprietà medicinali e nutrizionali è stato più difficoltoso rispetto a quello di altri ortaggi più comuni e quindi maggiormente presenti. Dal punto di vista delle sostanze nutritive pare apportino una buon concentrazione di vitamina C, come elevata è anche la presenza di fenoli e sali minerali che apportano la caratteristica di antiossidante alla pianta. I carletti contengono una concentrazione di acqua pari all’88%; Lipidi pari allo 0,8%; carboidrati 3,9%; fibra che oscila tra i 3,1% e massimo i 3,5% e infine le proteine presenti con una percentuale del 3,6%.
Per quanto rigarda gli acidi grassi presenti vi sono l’acido palmitico, oleico, linoleico, linolenico e stearico. Nel caso di propietà mediche si sa che i carletti apportano dei benefici a livello di emollienti, di fatti proprio per questo motivo tale piante viene molto utilizzata per la produzione di saponi. Infine si sa che quetsa pianta è usata per curare le patologie inerenti alle affezioni degli occhi.

Ricette carletti

Come cucinare i carletti? I carletti in cucina sono molto utilizzati e tanto ricercati sia per la preparazione vera e propria di un piatti che per una semplice decorazione del piatto. In cucina quest’erba è nota con diversi nomi, tra cuo strisci, stridoli, cuiet e grisoli specie nella zona piemontese, mentre in Umbria sono noti con il nome di concigli. Rappresenta una delle erbe migliori che si possono mangiare, ma devono essere consumati prima della fase della fioritura. Le foglie di questa pianta possono essere consumate sia cotte come gli spinati che direttamente crude. Possono essere aggiunte a dei ripieni come nel caso dei cannelloni e dei ravioli, o perchè no uniti a minestre, risotti o per la realizzazione di secondi piatti come la frittata. Conferiscono al piatto un sapore delicato e dolce e molto spesso potrete utilizzarli come degni sostituti degli spinaci.

Come cucinare i carletti

Il risotto con i carletti

Trattasi di una portata principale che non richiede molto tempo per la preparazione, per quanto concerne la dose descritta sarà sufficiente per la dose di 2 persone. Saranno necessari almeno:

-200 grammi di carletti
-una cipolla
-sale
-pepe
-160 grammi di riso
-un litro di brodo vegetale
-olio evo
-parmigiano grattugiato

Innanzitutto dovrete pulire accuratamente i carletti e versarli all’interno di una padella all’interno del quale dovete far soffriggere l’olio, la cipolla finemente tagliata, il pepe e il sale. Una volta che il tutto sarà dorato non vi resta che aggiungere i 160 grammi di riso e fatelo tostare per qualche minuto, se vi piace potrete sfumarlo e poi farlo evaporare mediante l’aggiunta del vino bianco. Successivamente aggiungere il brodo vegetale un pò alla volta e mescolare di continuo il riso fino a quando non sarà cotto del tutto. Una volta che il riso è cotto scolatelo, lasciatelo raffreddare unitevi sale e pepe e insaporite mediante una bella spolverata di parmigiano.

Guancette di vitello con patate, salsa di vino e carletti

In questo caso trattasi di un secondo piatto che si può realizzare mediante l’utilizzo dei carletti. La ricetta in questione è riferita a una dose massima di 4 persone. Prima di tutto è opportuno munirvi delle guancette di vitelo dalle quali andrete ad eliminare tutto il grasso visibile e le zone nervose presenti sulla carne. Dopo di infarinate le guancette e ponetele in una padella contenente un filo d’olio per far dorare pere bene da ambo i lati, una volta fatto ciò toglietele dalla padella salatele e pepatele. Prendete il miele e miscelatelo con la senape, dopo aver ottenuto il composto versatelo direttamente sulle guancette. All’interno di una padella fate dorare gli odori finemente tritati insieme ad un goccio d’olio. Successivamente ponete le guancette accuratamente inumidite con del vino, coprite il tutto con della carta forno e mettete in forno a 160 gradi fino a che la carne non sarà del tutto cotta. Una volta fatto ciò togliete dal forno e mettete la teglia da parte.
A questo punto versate all’interno del mixer il liquido di cottura delle guancette e filtrate accuratamente. Ponete sul fuoco e condite a vostro piacimento. In seguito schiacciate le patate grazie all’utilizzo del passaverdure e conditele con sale, noce moscata, pepe, olio e abbondante grana. Sciacquate e pulire accuratamente i carletti, dopo di che tagliateli finemente e saltateli in padella con l’aggiunto di burro. Una volta fatto tutto non vi resta che impiattare. Sul fondo del piatto disponete la patata lessata, i carletti lessati, sopra di essi o affianco adagiate le guancette di vitello accuratamente condite e decorate il tutto con un rametto di timo o di un’altra erba a vostro piacimento. A questo punto il piatto è pronto e non vi resta che portarlo in tavola!