Rosole o rosolaccio

Rosole o rosolaccio

Papavero selvatico, rosole o rosolaccio

Il papavero selvatico o papavero rosso, comunemente definito con il nome di rosole o rosolaccio, viene utilizzato in tutto la sua interezza, dalla pianta ai petali, che presentano un caratteristico colore rosso. Questi ultimi vengono fatti essiccare in recipienti ermetici ed impiegati per la realizzazione di decotti calmanti e sedativi. Le proprietà contenute nel papavero selvatico lo rendono adatto per contrastare l’insonna, l’asma e la tosse. Secondo recenti studio, inoltre, rappresenterebbero un vero e proprio toccasana anche per mal di denti e d’orecchio. Per quel che riguarda i semi di papavero, che non contengono i medesimi principi attivi dei petali, essi sono principalmente utilizzati per la produzione di dolci e prodotti di panetteria.

Infine i germogli (le rosole) sono spesso utilizzati per farcire insalate oppure come condimento o come ingrediente principale di minestre o frittate. Le rosole, le giovani piante del papavero, sono rinvenibili in abbondanza nelle zone in cui non sono stati impiegati diserbanti.
Esistono anche le rosole di tarassaco, ma queste si differenziano da quelle di papavero per la forma meno appuntita.
Le rosole del papavero sono estremamente dolci al palato e sono dunque perfette per una lunga serie di ricette che a breve andremo ad illustrare.

Cucinare le rosole o il rosolaccio

A prescindere da quale ricetta deciderete di seguire è essenziale eliminare il torsolo che collega i vari gambi dei germogli. E’ inoltre importante lavarle. Il lavaggio delle rosole è estremamente semplice.
Una volta compiute queste operazioni preliminari sarà necessario scottare le rosole all’interno di un tegame con dell’acqua. Le rosole dovranno essere girate ad intervalli regolari, in modo tale da farle cuocere in maniera uniforme. Una volta scottate, terminare la cottura dei germogli in una padella con dell’olio e della cipolle. Aggiungere del sale secondo i proprio gusti.

Rosolaccio ricette

Le rosole possono anche essere impiegate per la realizzazione di ottimi risotti di rosolaccio. In questo caso sarà opportuno preparare il risotto di base ed a mezza cottura aggiungere le nostre rosole già lavate e sminuzzate a dovere. E’ possibile poi condire con formaggio grattugiato o burro, a seconda dei gusti.
Se ti stai chiedendo come cucinare le rosole o il rosolaccio anche in ricette meno tradizionali, come risotti, frittate o minestre ecco di seguito una simpatica e gustosa ricetta che impiega le rosole nella realizzazione di un prodotto tipico della tradizione culinaria romagnola. Sto parlando del famosissimo cassone riminese, estremamente simile alla classica piadina romagnola per ingredienti e preparazione. Il cassone viene riempito degli ingredienti con cui s’intende farcirlo, da crudo. Esso viene il più delle volte farcito con erbe di campo e, soprattutto in primavera, il cassone con rosole è un vero è proprio must. Le rosole, in questo caso, non devono essere assolutamente cotte ma vanno lasciate macerare per diverse ore con del sale e, dopo la macerazione, vengono condite con dell’olio.

Penne rigate al sugo di rosole

Se desiderate conoscere i segreti su come cucinare le rosole o rosolaccio per la realizzazione di strepitosi primi piatti, di seguito descriveremo la ricetta delle penne rigate al sugo di rosole. Le quantità descritte sono adatte per cinque persone. Avrete dunque bisogno di mezzo chilo di penne rigate, circa cento grammi di rosole, cinquanta grammi di burro, una manciata di pinoli e del formaggio grattugiato. Dopo aver lavato le rosole, fatele bollire in un pentolone con circa un litro d’acqua per venti minuti. Dopo quest’operazione, lasciatele raffreddare e successivamente tritatele con molta cura. Fatto questo inserite le rosole all’interno di un mixer per circa tre minuti alla velocità massima ed aggiungete olio, pepe e formaggio. Avrete così preparato una deliziosa crema di rosole che andrete ad adagiare in un tegame, aggiungendo i pinoli. Lasciate riposare la crema e nel frattempo cuocete la pasta che andrete poi a versare nella crema stessa. Servito il primo piatto con abbondante formaggio grattugiato.

Pane alle rosole

Altro segreto culinario su come cucinare le rosole o rosolaccio riguarda la preparazione del pane alle rosole, una particolare ricetta che da vita ad un prodotto dal sapore particolare e sorprendentemente morbido. Ecco l’occorrente necessario per realizzare circa otto panini:

– mezzo chilo di farina tipo 0
– rosole cotte
– olio e sale
– lievito di birra.

Per prima cosa adoperatevi per scaldare 50 ml di latte in un tegame aggiungendovi il lievito di birra fresco. Utilizzando circa 80 di farina ed aggiungendovi latte e lievito, create un panetto che lascerete lievitare per almeno mezz’ora. In questo frangente il composto dovrebbe quasi raddoppiare. Nel frattempo cuocete le rosole in acqua calda e salata per circa venti minuti. Dopo scolatele e fatele raffreddare per bene. Prendete la restante farina e posizionate sulla spianatoia per formare la classica fontana. Aggiungeteci 200 ml d’acqua e sistemate l’impasto lievitato in precedenza al centro della fontana. Impastate per bene il tutto in maniera molto energica fino ad ottenere un composto elastico al quale andrete ad aggiungere le rosole tritate finemente. Continuate a lavorare il composto fino a che le rosole non siano completamente amalgamate. Fate riposare l’impasto al coperto per circa dieci minuti. A questo punto potete decidere di dare al vostro pane la forma che più desiderate. Potrete decidere di creare del pane con una forma allungata o potrete dar vita a dei fragranti panini. A prescindere dalla forma, prima di cuocere l’impasto, questo dovrà lievitare ulteriormente per circa mezz’ora. Riponete l’impasto in una teglia oliata, ricoprendolo con un panno e lasciatelo riposare nel forno spento. Trascorsi trenta minuti, preriscaldate il forno a 220 gradi e lasciate cuocere il pane per mezz’ora.